Takunda: vincere l’AIDS

“L’Aids in Zimbabwe è diventato una catastrofe. So che è difficile, ma dobbiamo fare qualcosa. Ho conosciuto una dottoressa italiana che lavora in Zimbabwe. Si chiama Claudia Gandolfi e a Roma si è occupata di Aids pediatrico. Mi ha spiegato che in Uganda è stato sperimentato con successo un protocollo semplice ed economico per prevenire la trasmissione dell’Hiv da madre a figlio. Potremmo cominciare da quello”. Nel 2000, Piersilvio Fagiano – responsabile della sede Cesvi di Harare, oggi Direttore dell’Unità Progetti – propone una nuova avventura che segna la storia del Cesvi. Nel marzo 2001, in un ospedale missionario della savana, parte il primo progetto di prevenzione dell’Aids. Il 9 maggio dello stesso anno nasce Takunda, il primo bambino nato da madre sieropositiva in una zona rurale dello Zimbabwe, trattato con un farmaco antiretrovirale. Il suo nome è un presagio perché in lingua shona significa “abbiamo vinto”. Takunda cresce sano e oggi ha 14 anni.

Nella photo-gallery di Giovanni Diffidenti, la nascita e la crescita del piccolo Takunda e le attività del Cesvi per la prevenzione e la lotta contro l’Aids nell’Ospedale St. Albert.

Oggi Takunda ha 14 anni, è un ragazzo vivace e frequenta il primo anno delle scuole superiori. Ecco una divertente intervista doppia con Claudio Bisio, storico testimonial della campagna “Fermiamo l’Aids sul nascere”.

Lo spot del Cesvi per promuovere la campagna “Fermiamo l’Aids sul nascere”, 2001.

Nel 2001, i settimanali “IO Donna” e “Panorama” annunciano la nascita di Takunda e raccontano la sfida del Cesvi contro l’Aids in Zimbabwe e in Sudafrica.

Nelle immagini qui sotto, alcuni dei testimonial che hanno sostenuto la campagna “Fermiamo l’Aids sul nascere”.

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CUCCARINI

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